La Capra e il bisogno di uscire

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Inizio novembre. I primi giorni freddi dell’anno iniziano a far capolino e già tutti noi eravamo euforici per la nuova stagione invernale.

Le prime sei Capre erano pronte, toccarle con mano è stato a dir poco commovente, vedere finalmente coronato un sogno che seguivamo ormai da troppo tempo.

Quella grafica stilosa e quel legno di livello che aspettavamo con ansia era li, nelle nostre mani. Dopo la prima mezz’ora di piegamenti, torsioni e ammirazione ci siamo resi conto che non c’era terreno diverso dalla neve in cui tutto ciò poteva essere apprezzato, da li è stato un attimo, guardarsi negli occhi e correre velocemente davanti ai pc per dare un occhiata alle previsioni meteo.

Smartphone alla mano, abbiamo fatto immediatamente un giro di chiamate tra la nicchia di persone con le quali aspettavamo di condividere quel momento.

Tutto il resto è stata una splendida avvenuta.

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Riassunto:

Ore 22

Partenza con furgone contenente 6 rider, 6 tavole, 6 attacchi, 6 paia di boots, 6 borse e qualche birra.

Ore 6.50

Arrivo a Cervinia, dopo svariate soste e 660 km percorsi.

Ore 7,30

Colazione in hotel, preparazione delle Capre e via di corsa a ritirare gli skipass.

Ore 8.30

Sulla funivia che porta ai piedi del Cervino il cuore era già a mille, scesi dalla stessa abbiamo riempito i polmoni di quell’aria inconfondibile di alta montagna, quel freddo pungente che ti fa capire che li si fa sul serio.

Boots negli attacchi, cricchetti stretti e maschera settata, è fatta, ora giù appalletta per solcare le piste ancora pettinate.

La sensazione di surfare su un prodotto artigianale italiano vi assicuro che è qualcosa di molto figo, e si sente.

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Senza troppi giri di parole la giornata è stata fantastica, sole, neve fresca e qualche jump qua e la (visto che a causa del forte vento non è stato possibile raggiungere il park del versante di Zermatt).

La tenuta in pista delle Capre è spaventosa così come il suo pop

La tenuta in pista delle Capre è spaventosa così come il suo pop, le carvate sono uno spasso grazie alla gomma antivibrazione inserita nella Capra, che fa il suo lavoro anche sulla neve più dura. Sulla neve fresca il rocker fa il suo lavoro, facendo galleggiare la tavola anche dopo l’atterraggio da un cliff, vedere uscire la punta di quel legno è sempre una bella notizia 🙂

Alle 15 eravamo da buttare, causa il viaggio stremante, il mancato riposo e qualche birretta di troppo, ma sui nostri volti era impossibile togliere l’euforia regalataci dalla splendida giornata, visibilmente riconoscibile dal sorriso e dalla luce nei nostri occhi.

Dopo una cena bella pesante, condita dalle prime considerazioni sulle Capre, un po’ di meritato riposo.

Il giorno seguente Cervinia ci ha accolto con una leggera nevicata e nebbia, ma non abbiamo mollato, troppo comodo scendere solo col sole no?! Dopo un paio d’ore di discese abbiamo deciso di tirar su qualche trick, un tubo era lì da una parte, non abbiamo fatto altro che sistemarlo dove meglio credevamo e via a fare jibbing.

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Ore 14

Ormai esausti, decidiamo di docciarci, smontare le Capre e tornare alla base.

Un viaggio di 9 ore accompagnato da chiacchiere, ulteriori considerazioni e una voglia incredibile di assaporare nuovamente la neve, di portare le Capre a spasso per i monti.

Il nostro desiderio per Natale è che questa stagione sia carica di neve e che qualcuno di voi riesca a provare i brividi che regalano le Capre.

Ci si vede in quota. Yo.